Molti mi hanno oppresso fin dalla mia giovinezza, lo dica pure Israele: molto mi hanno oppresso fin dalla mia giovinezza, eppure non hanno potuto vincermi.
Salmo 129:1-2
Chi vive lo sport conosce bene il peso dell’oppressione.
La conosce chi viene messo da parte, chi non riceve fiducia, chi viene criticato dagli spalti, chi sente il peso delle aspettative della squadra, della famiglia, dello staff, dei tifosi.
La conosce chi ha perso una finale, chi ha sbagliato un rigore, chi è stato escluso dai convocati, chi ha visto altri andare avanti mentre lui restava fermo.
A volte l’oppressione non arriva solo dall’esterno. A volte nasce dentro: ansia, paragoni, senso di fallimento, paura del futuro, pensieri che accusano, ferite che sembrano non guarire.
Eppure il Salmo 129 ci consegna una dichiarazione potente:
“Eppure non hanno potuto vincermi.”
Non significa che non ci siano state battaglie o lacrime.
Significa che l’oppressione non ha avuto l’ultima parola.
Il popolo di Dio poteva guardare indietro e dire: “Siamo stati oppressi, feriti, colpiti, provati. Ma non siamo stati distrutti. Non siamo stati cancellati. Non siamo stati vinti.”
Questa è anche la testimonianza di ogni credente che appartiene a Cristo.
Abbiamo ricevuto una promessa divina, celeste, sicura:
Come gli uccelli spiegano le ali sulla loro nidiata, così il SIGNORE degli eserciti proteggerà Gerusalemme; la proteggerà, la libererà, la risparmierà, la farà scampare.
Isaia 31:5
Gerusalemme nella Scrittura ha un significato profondo. Non è soltanto la città fisica che oggi possiamo vedere sulle mappe. Gerusalemme rappresenta anche la città dei redenti, il popolo che appartiene a Dio, coloro che sono stati accolti nella Sua grazia.
Chiunque rinuncia al proprio peccato, lo confessa davanti a Dio e accetta Gesù Cristo come personale Salvatore entra a far parte di questo popolo. Diventa cittadino di una città che non ha fondamenta umane, ma celesti. Una città custodita non dalla forza dell’uomo, ma dalla fedeltà del Signore.
Per questo ogni atleta che ha ricevuto Gesù Cristo è chiamato ad aggrapparsi alla Sua provvidenza.
Gesù ha detto:
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.
Matteo 6:33-34
Gesù ci insegna a non vivere schiacciati dall’ansia del domani, perché il domani non è nelle mani del caso: è nelle mani del Padre.
In Cristo abbiamo ogni cosa.
Perciò, anche quando l’oppressione sembra forte, possiamo dire con fede:
“Eppure non hanno potuto vincermi.”
perché apparteniamo a Colui che ha già vinto.
E se siamo in Lui, anche la nostra storia non finirà sotto il peso dell’oppressione, ma dentro la fedeltà di Dio.
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