Devotional
27 Giugno 2026 3 min di lettura

S1 Ep8: Aspirate alle cose di lassù

Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra.

Colossesi 3:2

Nel mondo dello sport il tempo corre veloce. A volte più veloce degli stessi atleti.

Theo Walcott, esterno d’attacco dell’Arsenal dal 2006 al 2018, era conosciuto per una rapidità fuori dal comune. Eppure, in un’intervista al The Guardian, parlando della sua carriera disse:

My career is short… You don’t want to waste it.
La mia carriera è breve… non vuoi sprecarla.

Walcott parlava di un’altra velocità: quella del tempo.

Un atleta può essere veloce in campo, ma il tempo è ancora più veloce.
Una stagione inizia, ci si prepara, si combatte, si vince, si perde, si stringono i denti… e quasi senza accorgersene ci si ritrova già alla fine. Poi arriva un’altra stagione, nuovi obiettivi, nuove pressioni, nuove aspettative.

Anche Scott McTominay, centrocampista del Napoli, ha espresso un pensiero simile:

Crescendo ho capito che la carriera è breve. Bisogna godersela.

Il punto è chiaro: la carriera sportiva passa in fretta.
Ma questa verità non riguarda solo il campo. Riguarda la vita.


Il tempo scivola via

Come atleti, coach, preparatori o persone coinvolte nello sport, viviamo spesso con un’intensità enorme. Ogni weekend conta. Ogni allenamento conta. Ogni partita pesa. Ogni errore sembra decisivo. Ogni vittoria sembra poter cambiare tutto.

Ma poi arriva il momento in cui ci fermiamo, guardiamo indietro e ci chiediamo:

Che cosa ho costruito davvero? Per cosa ho vissuto? Cosa è rimasto nel mio cuore? Ho corso tanto, ma verso quale traguardo?

Perché il rischio è questo:
Avere risultati, ma non avere pace.
Avere trofei, ma perdere l’anima.
Essere riconosciuti dagli uomini, ma lontani da Dio.

Gesù lo disse con parole forti:

E che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?

Marco 8:36

Questa è una domanda che ogni atleta dovrebbe portare nello spogliatoio.
Che vantaggio c’è nel vincere tutto, se alla fine perdo ciò che vale di più?


Il problema non è desiderare, ma adorare

Gesù non sta dicendo che desiderare, competere, migliorare, vincere o inseguire un obiettivo sia sbagliato.

Il problema non è avere ambizione. Il problema è quando l’ambizione prende il posto di Dio.

Il problema non è voler sollevare un trofeo. Il problema è quando quel trofeo diventa il nostro salvatore.

Il problema non è voler lasciare un segno nello sport. Il problema è dimenticare che siamo stati creati per lasciare un segno eterno.

Colossesi 3:2 ci chiama a una prospettiva diversa:

Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra.


Alza lo sguardo

Aspirare alle cose di lassù non significa smettere di impegnarsi sulla terra.
Non significa diventare passivi o senza passione.
Non significa allenarsi con superficialità.

Significa vivere tutto con una prospettiva eterna.

Chiediti:
Sto vivendo per qualcosa che resterà anche quando lo sport finirà?


Servono occhi nuovi

In Apocalisse 3:18, Gesù dice:

Io ti consiglio di comprare da me del collirio per ungertene gli occhi, affinché tu veda.

Questa è una preghiera necessaria per ogni atleta e ogni coach:

“Signore, fammi vedere bene.”

La carriera finirà. Il corpo cambierà. La velocità diminuirà. Le stagioni passeranno. Gli applausi si spegneranno. I record prima o poi verranno superati.

Ma ciò che avrai fatto con Cristo resterà, chi vive per Cristo non corre invano.

Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più.

Matteo 6:33