Siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera.
Romani 12:12
Come sportivi conosciamo bene la pressione. Ogni settimana ci troviamo a sostenere uno o più esami davanti a tifosi, stampa, dirigenti, compagni di squadra e avversari. Errori, critiche, sconfitte, infortuni e aspettative possono diventare un peso difficile da portare.
In questo versetto, la parola pazienti porta con sé il significato di resistenza: la capacità di sopportare pesi, difficoltà e, per l’appunto, pressioni senza soccombere.
La tribolazione non è qualcosa di estraneo alla vita cristiana. La Scrittura ci invita a guardare all’esempio dei profeti che hanno preceduto Cristo. Molti di loro furono rifiutati, perseguitati, esiliati o costretti a vivere come fuggiaschi nella propria terra a causa del messaggio che Dio aveva affidato loro. Nonostante l’opposizione, rimasero fedeli alla loro chiamata.
Anche l’apostolo Paolo sperimentò ogni genere di prova: persecuzioni, fame, naufragi, prigionia, percosse e persino la lapidazione. Eppure continuò a proclamare la buona notizia di Gesù con coraggio e perseveranza.
Infine troviamo Gesù, il modello perfetto di pazienza e sopportazione. Egli portò il peso più grande di tutti: il peccato dell’intera umanità. Per amore e per obbedienza al Padre affrontò la sofferenza della croce, senza tirarsi indietro, adempiendo fedelmente la missione che gli era stata affidata.
Perché Dio ha voluto che queste storie fossero conservate nelle Scritture?
La Parola di Dio ci insegna che tutto ciò che fu scritto nel passato fu scritto per la nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che riceviamo dalle Scritture possiamo conservare la speranza.
Gesù stesso disse:
Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.
E il salmista afferma:
Molte sono le afflizioni del giusto, ma il Signore lo libera da tutte.
Quando arriva una tribolazione, spesso assomiglia a un terremoto. Può scuotere profondamente il nostro cuore, mettere in discussione le nostre certezze e farci sentire fragili. Tuttavia, se manteniamo lo sguardo fisso su Gesù e sul suo esempio di perseveranza, non soltanto rimarremo saldi nella speranza del Vangelo, ma scopriremo anche che Dio usa quelle stesse difficoltà per modellare il nostro carattere e rafforzare la nostra fede.
La pazienza non è debolezza. È la forza di chi continua a fidarsi di Dio quando ancora non vede la soluzione.
Per i tuoi compagni di squadra, per i tuoi atleti o per il tuo staff, la tua tribolazione può diventare una potente occasione di testimonianza. Vedranno non soltanto ciò che dici riguardo a Gesù, ma anche come reagisci quando la pressione aumenta, quando le cose non vanno come speravi e quando la montagna davanti a te sembra insormontabile.
Le persone che ti circondano hanno bisogno di vedere Gesù nella tua vita, non soltanto di sentirne parlare.
In questo fine settimana di allenamenti e competizioni, continua a combattere la buona battaglia della fede. Resisti ancora un po’. Rimani saldo. Mantieni gli occhi su Cristo. Alla fine della corsa, guardandoti indietro, scoprirai che ne è valsa la pena.
Per riflettere
– A chi mi rivolgo per primo quando ricevo una brutta notizia?
– In che modo le mie reazioni nelle difficoltà testimoniano la mia fiducia in Dio?
Preghiera
Signore, vedo che la prova è grande, ma in Te ho già la vittoria. Aiutami a mantenere lo sguardo fisso su Gesù, anche quando le circostanze sembrano contrarie. Donami la forza di perseverare quando non vedo ancora la Tua mano all’opera e insegnami a confidare nei Tuoi tempi. Fa’ che la mia pazienza non venga meno e che la mia vita possa essere una testimonianza della Tua fedeltà per i miei compagni, i miei atleti e tutte le persone che mi osservano. Amen.
PLAY WITH