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20 Maggio 2026 5 min di lettura

L’Arsenal dei “Bible Brothers” vince la Premier League

L’Arsenal F.C. è campione d’Inghilterra per la quattordicesima volta nella propria storia: l’1-1 tra Bournemouth e Manchester City consegna ad Arteta, dopo 22 anni, la Premier League.

Dal trionfo degli “Invincibili” nel 2003-04, l’Arsenal ha attraversato oltre vent’anni di attese, ricostruzioni e occasioni sfumate. Dalla finale di Champions persa nel 2006 all’era dei giovani di Wenger, dai piazzamenti costanti senza titolo fino al doloroso crollo del 2015-16 contro il Leicester, i Gunners hanno vissuto stagioni di speranza e delusione. Dopo l’addio di Arsène Wenger e anni complicati tra 5° e 8° posto, l’arrivo di Mikel Arteta ha riportato identità, ambizione e competitività. I secondi posti consecutivi contro il Manchester City avevano lasciato l’amaro in bocca, ma con la vittoria in questa stagione è arrivato il tanto desiderato riscatto e la raccolta del lavoro costruito negli anni.

Se sabato 30 maggio a Budapest contro il PSG si dovesse arrivare anche alla vittoria della Champions League, sarebbe per i Gunners una stagione indimenticabile; ma per il momento concentriamoci su questa vittoria per il “red side of North London”.

Sicuramente molti evidenzieranno il grande lavoro di Mikel Arteta che ha trasformato gradualmente l’Arsenal da squadra instabile a una delle realtà più solide d’Europa, ricostruendo cultura, disciplina e mentalità vincente attraverso un progetto giovane ma ambizioso; altri parleranno di statistiche, altri ancora ripercorreranno le grandi giocate e i momenti che hanno cambiato un’intera stagione.

Noi vogliamo concentrarci sui “Bible brothers”, i “fratelli della Bibbia”, termine che identifica un gruppo affiatato di giocatori cristiani dell’Arsenal che condividono apertamente la loro fede e fanno affidamento sulla preghiera e sulle Scritture. Interviste, social media ed esultanze dopo i gol raccontano un gruppo che non nasconde la propria spiritualità e il proprio amore per Dio. Questo gruppo è composto da circa una decina di giocatori.

È fantastico avere una squadra che non si vergogna della propria fede. Crediamo che ci dia una spinta enorme quando scendiamo in campo.

Prima di ogni partita preghiamo insieme per qualche minuto e poi anche in hotel, per qualche minuto. Probabilmente siamo in 10, quindi alcuni di noi contribuiscono. Scegliamo un passo della Parola, ne parliamo, la leggiamo, vediamo cosa stanno passando tutti, come possiamo aiutarci, preghiamo gli uni per gli altri, è davvero bello

Madueke

Madueke ha pubblicato una foto con i suoi compagni di squadra dell’Arsenal su Instagram, il giorno dopo la partita contro il Bayern, con la didascalia “Grazie Dio per questa fratellanza che hai creato”.

Versetti della Bibbia prima di ogni partita

Per Jurrien Timber, soprannominato “Pastor Timber” dai tifosi dell’Arsenal, pregare prima delle partite con i compagni “è incredibile, porta unità e comprensione perché in un certo senso si vive la stessa vita”.

Timber è noto per pubblicare versetti della Bibbia prima delle partite sui suoi profili social. Nella conferenza stampa prima della partita contro il Bayern ha spiegato che “è molto diverso ogni partita. Vengono da me semplicemente mentre parlo con i compagni di squadra o con le persone intorno a me, come la mia famiglia e i miei amici. Mi viene in mente un verso biblico adatto a quel giorno o al gioco”.

Alla domanda sulla sua fede ha risposto:

Per me è uno stile di vita, cerco di viverlo

Timber

Ha anche detto di apprezzare il soprannome “fratelli della Bibbia” dato dai tifosi dell’Arsenal.

Anche Bukayo Saka considera la Bibbia una parte fondamentale della sua vita. In un’intervista a GQ nel 2022 ha dichiarato di cercare di “leggerla ogni sera prima di andare a letto. Mi aiuta a conoscere meglio Dio. Cerco di memorizzare i messaggi e portarli nella mia vita”.

La religione è una parte importante della mia vita. Credo fermamente in Dio

Saka

Il giocatore inglese si definisce “figlio di Dio” sul suo profilo Instagram e spesso festeggia i gol indicando il cielo.

Anche il centrocampista offensivo Eberechi Eze, altro membro dei “Bible Brothers”, indica il cielo dopo aver segnato, incrociando le dita. Cresciuto in una famiglia cristiana, ha raccontato: “Ho imparato fin da piccolo ad avere fiducia nel piano di Dio. La mia famiglia fa un ottimo lavoro nel ricordarmi il mio rapporto con Dio”.

Ho imparato che rimanere radicati in Cristo è la cosa più importante, perché ti permette di vedere le cose attraverso la lente giusta. Non sai mai cosa c’è dietro l’angolo. L’unica roccia solida è Cristo

Eze

Supporto dell’allenatore

L’allenatore Mikel Arteta ha recentemente dichiarato di sostenere le convinzioni dei suoi giocatori.

“Mi piace perché penso che li colleghi di più. Il fatto che alcuni di loro abbiano le stesse convinzioni forti al riguardo aiuta il loro benessere e il loro lato mentale. Penso che sia fenomenale”, ha detto.

Congratulazioni all’Arsenal!