Devotional
9 Maggio 2026 3 min di lettura

S1 Ep1: Mantieniti saldo #1 – Saziati dalla Sua presenza

Lo sport è fatto di aspirazioni, idee, pensieri e suggestioni. Sono queste realtà interiori a plasmare spesso la carriera di un atleta o di un coach. Ogni scelta nasce prima nella mente e nel cuore.

Chi però affida la propria vita a Dio continua ad avere desideri, obiettivi e visioni, ma sceglie con libertà e consapevolezza di rimettere il proprio percorso nelle mani del Signore. Questo significa lasciare a Dio l’ultima parola. Significa riconoscere che è Lui la vera guida del nostro cammino, colui di cui possiamo fidarci pienamente.

Affidarsi a Dio vuol dire anche accettare strade che non avremmo mai immaginato. La sua volontà non sempre coincide con i nostri piani iniziali, ma conduce sempre più in profondità di quanto possiamo vedere.

Basta guardare al percorso di Giuseppe figlio di Giacobbe. Ricevette una grande visione, ma subito dopo fu tradito dai suoi fratelli e venduto come schiavo. Divenne servo nella casa di Potifar, poi passò anni in prigione. Il suo cammino sembrava incomprensibile, fatto di salite e discese, di promesse e attese. Eppure, proprio attraverso quel percorso apparentemente spezzato, Dio lo portò a diventare il secondo uomo più potente d’Egitto.

Il suo cammino ci ricorda che la fedeltà di Dio non dipende dalla linearità delle circostanze.

Anche Asaf, nel Libro dei Salmi, esprime una tensione molto umana. Confessa di aver guardato con invidia chi sembrava prosperare senza timore di Dio. Dice infatti: 

Ma quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non scivolassero.
Poiché invidiavo i prepotenti, vedendo la prosperità dei malvagi.

Invano dunque ho purificato il mio cuore e ho lavato le mie mani nell’innocenza!

Salmo 73:2-3, 13

È un’esperienza che nello sport si vede spesso. Chi non rispetta certi principi può sembrare avvantaggiato nell’immediato. Talvolta accade tra compagni di squadra o avversari. L’ingiustizia può far nascere scoraggiamento, dubbio e persino invidia.

Asaf provò a capire tutto questo con la sola ragione, ma non trovò pace finché non si rifugiò nella presenza di Dio. Lì cambiò prospettiva. Lì comprese ciò che davvero conta.

Per questo può dichiarare:

Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te. La mia carne e il mio cuore possono venir meno, ma Dio è la rocca del mio cuore e la mia parte di eredità in eterno.

Salmo 73:25

Anche Giuseppe imparò a riposare nelle promesse di Dio. Non si aggrappò alle circostanze; trovò la sua sazietà nella presenza del Signore.

Se oggi ti riconosci nel dubbio di Asaf — se vedi altri avanzare mentre tu sembri fermo, se ti senti scoraggiato o confuso — continua a fare di Dio il tuo bene.

Rimani saldo nella relazione con Lui.

Forse oggi non comprendi il senso di quello che stai vivendo, ma un giorno potrai raccontare le opere che Dio ha compiuto nella tua vita.

Perché, alla fine, qui sulla terra e poi nell’eternità, Lui rimane il bene più grande.

Ma quanto a me, il mio bene è stare unito a Dio; io ho fatto del Signore Dio il mio rifugio, per raccontare, o Dio, tutte le opere tue.

Salmo 73:28